Roma, 14 ott.- (Adnkronos/Cinematografico.it) - L'ambiente buio e spoglio di un garage, la luce dei proiettori, le melodie di Morricone. Questi gli elementi essenziali e stupefacenti della mostra Sergio Leone, uno sguardo inedito, ospitata dal Festival Internazionale del Film di Roma (15 - 23 ottobre) in occasione della ricorrenza degli ottant'anni dalla nascita e dei venti dalla scomparsa del grande regista italiano. Un'esposizione curata dal direttore della Cineteca di Bologna, Gian Luca Farinelli, e allestita dai premi Oscar Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, che l'hanno pensata in una location cosi' insolita e postmoderna come il parcheggio dell'Auditorium proprio per lasciar parlare i film del grande regista.

Lo spettatore potra' infatti immergersi in una sinestesia di "immagini, suoni e musica, che poi - spiega lo scenografo, sono le componenti del cinema". Non una mostra di cimeli, dunque, ma un percorso sensoriale scandito dalla proiezione di sei serie di fotografie in loop, dedicate rispettivamente alla famiglia di Sergio Leone, figlio e padre d'arte, alla sua capacita' di trasformare gli attori in dei, al suo lavoro sul set e alla visione stereofonica di alcune parti dei suoi film. A coronare il tutto, una cassa traboccante di pellicole enormi, fuori formato, ideata da Ferretti e Lo Schiavo per ricordare ''l'emozione di vedere un suo film'', paragonabile solo a quella ''di aprire uno scrigno''.