Il film israeliano premiato con il riconoscimento più importante.

E' un film duro, impegnato, quello che vince la 66esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia. 'Lebanon', pellicola diretta dal regista israeliano Samuel Maoz, ha subito convinto la critica e il pubblico, e per questo ha meritatamente conquistato il Leone d'Oro. 

E' il presidente della giura, il regista Ang Lee, a rivelare, dopo la premiazione, che la scelta di 'Lebanon' come miglior film in gara era scontata e non ha fatto discutere i giurati, tutti concordi nell'assegnare il più alto riconoscimento del Festival a Maoz. Il quale, del resto, se è sembrato sinceramente turbato nel dare vita ad un film basato su un ricordo bellico tragico e personale, in una sorta di liberazione psicologica che, a quasi trent'anni di distanza dall'evento, gli ha consentito di rielaborare l'esperienza vissuta e, per quanto possibile, di metabolizzarla, è stato altrettanto soddisfatto nel ricevere il premio, affermando che, nonostante la difficoltà di raccontare la guerra, tuttavia attraverso il suo film "il messaggio è arrivato". 

Sì, perché 'Lebanon' parla della prima guerra del Libano, vera e terribile, cui il regista, all'epoca giovanissimo soldato israeliano, partecipò nel 1982, ed è ambientato all'interno di un carro armato da dove si cerca il nemico, si spara, si uccide, e soprattutto si soffre.

Maoz ha più volte spiegato di aver cercato, con la sua pellicola, di raccontare la guerra per quello che è, dunque un'esperienza tragica e nient'altro, in cui tutti sono le vittime e ciascuno fa qualunque cosa pur di sopravvivere, compreso uccidere nemici e, talvolta, amici. Insomma, alla fine il Festival l'ha vinto un film bello e 'impegnato', che si è meritato il Leone d'Oro.  

Per quanto riguarda gli altri premi, l'italia resta a bocca asciutta. Niente premi per 'Baarìa' di Giuseppe Tornatore, nè per gli altri film nostrani in concorso. La Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile, però, va all'attrice russa Ksenia Rappoport, protagonista di un film italiano, 'La doppia ora' di Giuseppe Capotondi. La Coppa Volpi 'maschile' viene vinta dal bravissimo Colin Firth, protagonista di ' A single man', che adora il nostro paese - è sposato con una donna italiana che lui stesso definisce 'bellissima' - e parla molto bene la nostra lingua. 

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