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Nemico pubblico N°1: intervista

Conferenza stampa

Interviene alla conferenza stampa del film, tenutasi presso la Casa del Cinema di Roma, l'attore francese Vincent Cassel

Che idea ti sei fatto del personaggio principale del film?

Il personaggio di Mesrine è molto conosciuto tuttora nel mio paese, specialmente tra i giovani delle banlieu più disagiate, quelli dove ha attecchito la cultura tanto amata dai ragazzi di origine araba e africana. Per loro Mesrine rappresenta una icona ribelle, un uomo che ha lottato contro il potere, tanto che il suo nome ricorre spesso nella musica francese.

Come è stato accolto il film in Francia, visto che gli altri film di Richet hanno spesso suscitato polemiche tra la critica transalpina?

Benissimo! Personalmente non ho mai ricevuto così tanti consensi per un film. La pellicola è candidata a ben dieci César. Nessun altro film in concorso ha avuto tante candidature. Se vinco il César, sarò ripagato di tutta la sofferenza causatami dall'aver dovuto ingrassare di ben venti chili! Per quanto riguarda Richet, come molti buoni registi, la sua forza sta nel fatto di sapere ciò che vuole e ciò che non vuole, rimanendo allo stesso tempo aperto nei confronti di quello che accade attorno a lui. Se qualcuno gli dà un suggerimento, si prende sempre del tempo per pensarci su. In nove mesi di riprese, non c’è mai stata tensione tra di noi. Ha esperienza, stile, una grande conoscenza della storia del cinema. E’ curioso di tutto, è sicuro di sé a livello tecnico, ed essendo stato un montatore, mantiene sempre la giusta prospettiva per vedere la direzione da seguire. È un regista nel fior fiore dei suoi anni ed è una vera gioia lavorare con lui.

A proposito parlaci di come hai vissuto l'aumento di peso?

Per interpretare questa parte era chiaro che sarei dovuto ingrassare di venti chili. Non avevo compreso quanto ciò potesse cambiarmi la vita. Non si agisce allo stesso modo quando si è venti chili più pesanti. Cambia il modo in cui ti muovi, cammini, respiri e anche il modo in cui parli. È tutto diverso. Li ho messi su in quattro mesi prima delle riprese e li ho ripersi in nove mesi durante le riprese. Abbiamo girato al contrario perché sapevo che non sarei mai riuscito a mettere su un solo chilo mentre lavoravo. Lo stress sul set mi fa sempre dimagrire molto. Ma questa è l’ultima volta che sottometto il mio corpo a un’altalena del genere.

Lo giudichi un film attendibile per quanto concerne la vera vita di Mesrine?

Mesrine era un gran bugiardo. È stato accusato di aver assassinato più di quaranta persone, ma non si hanno le prove di nemmeno uno di questi omicidi. Credo che sia probabile che egli non abbia mai ucciso nessuno in tutta la sua vita; ciò non toglie che si tratti comunque di un personaggio limite. In Francia egli è quasi un “eroe”, giustiziato senza pietà dalla polizia in pieno centro di Parigi. A parer mio, Mesrine più che un gangster era una specie di divo affascinato dai media; un po' come lo sono io. Noi non volevamo fare un documentario sulla sua vita, tanto a chi sarebbe importato? Ci siamo limitati a raccogliere tutto il materiale possibile su di lui e abbiamo cercato di creare una specie di foto istantanea della Francia dell'epoca.

Sei contento del modo in cui viene presentata al pubblico la figura del protagonista?

Sì. In passato mi ero rifiutato di prendere parte a un precedente progetto che intendeva glorificare troppo un uomo come Mesrine. Questo film mi piace, perché il pubblico è sempre diviso nel modo in cui giudicarlo da una scena all'altra. Mi piacciono i film senza un vero cattivo e in cui dei criminali viene mostrato sia il lato violento, che quello umano.

Il secondo episodio in che modo si riallaccerà al primo?

Innanzitutto, non si tratta di un seguito, ma di un film a sé stante. Questo film parla della vita di Mesrine dal periodo della Guerra d'Algeria fino alla sua ascesa criminale. Il prossimo si concentra sugli Anni 70, in cui esce fuori l'anima clownesca di quest'uomo. Abbiamo girato entrambi i film insieme, ma cronologicamente dalla fine all'inizio, a causa della mia difficoltà a mantenerne quei venti chili in più. Non credevo che sarei riuscito a restare concentrato per tutto quel tempo, essendo abituato a girare al massimo per tre mesi. Ma alla fine delle riprese non riuscivo più a staccarmi dalla parte. Sebbene i due film rispettino l’ordine cronologico degli eventi della vita di Mesrine, fin dall’inizio sapevamo che sarebbero stati diversi. Richet non ha utilizzato le stesse tecniche per entrambi, che ,come detto, mostrano due periodi storici diversi. Gli Anni 50 e 60 sono completamente diversi dagli Anni 70. Le macchine sono diverse, così come lo stile delle acconciature e la musica. Soprattutto gli atteggiamenti cambiano molto. Ciascuno dei film sviluppa un tema che completa l’altro. NEMICO PUBBLICO N.1 – L’ Istinto di Morte racconta di un giovane alla ricerca della sua identità. NEMICO PUBBLICO N. 1 – L’ Ora della Fuga parla di un uomo conscio della direzione verso la quale lo porteranno le sue scelte. Il primo film è quasi una pellicola di genere, un buon poliziesco. Il secondo è più che altro un thriller psicologico.


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