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Ambra Angiolini: racconto il tradimento, al cinema

La vedremo a breve (dall'11 gennaio) tra i protagonisti del film "Bianco e nero" diretto da Cristina Comencini, in cui interpreta “una donna sciatta, rigida, priva di ironia. Lei e suo marito sono l'equivalente di una Coca-Cola sgasata”. Praticamente il suo opposto, e per questo un esperimento cinematografico senza dubbio interessante. Sul nuovo numero di Vanity Fair in edicola in questi giorni Ambra Angiolini, 30 anni e due figli, Jolanda, quattro anni e Leonardo uno e mezzo, parla del suo futuro ma anche del suo passato.

Il tutto partendo dalla trama del suo nuovo film, recitato insieme a Fabio Volo e Katia Ricciarelli, che racconta la vita di un trentenne preso dal suo computer e sposato con Eloisa. Carlo ed Eloisa sono una splendida coppia, ed hanno una bambina che adorano. Quando però Carlo incontra Nadine, l’affascinante moglie di colore di un collega di Eloisa, qualcosa di quel perfetto equilibrio inizia ad incrinarsi…

Il tema è quello del tradimento, dunque. E all'Ambra icona delle teenager, mamma e moglie del cantante Francesco Renga non si può non chiedere un'opinione in merito ad un tema così attuale nei giorni d'oggi. “Siccome non mi è facile provare desiderio nei confronti degli uomini – confida l'Angiolini - è sempre successo che a guardarsi intorno fossero prima gli altri”. Ma Ambra, da donna saggia qual è (lo era fin da giovanissima, per la verità) va oltre.

“Il tradimento è anche accettabile. Se fatto con eleganza, sì. Ovvero: devi saper gestire la situazione, sforzarti di non farmene accorgere. In passato ho buttato via giornate a cercare indizi, una roba alla CSI. Poi, mi sono detta: Ma quanto tempo sto sprecando?”

Allora “ho cominciato ad avere fiducia in me – dice Ambra - invece di cercare conferme nell’altro. Ho capito che l’unica cosa che posso davvero controllare è quello che faccio io, e che le risposte di cui ho bisogno posso averle dando io, per prima, un segnale. Lavoro su di me, non cerco più di cambiare chi mi è vicino”.

Ambra negli ultimi anni è stata descritta ed identificata come un'icona gay. Infatti l'Angiolini racconta che ai tempi di Non è la Rai i suoi fan club erano una sorta di succursali di Muccassassina lo storico locale gay romano. E in molte occasioni ha conosciuto storie problematiche di ragazzini cacciati di casa perché omosessuali. Se le chiedono se ha mai pensato di poter avere una storia con una donna risponde: “Non ho mai escluso la possibilità, ma un coinvolgimento chimico con una donna non l'ho mai provato. Eppure i complimenti più espliciti li ho ricevuti proprio da loro”.

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