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1408 Recensione

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Scheda Film
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-11-23 09:00:00
Provider
Cinematografo
Recensione
Basato su un racconto di Stephen King, 1408 è il terzo lungometraggio del regista danese Mikael Håfström, dopo il debutto hollywoodiano Derailed e il patrio Evil, candidato agli Oscar nel 2006. Protagonista è lo scrittore di libri horror Mike Enslin (John Cusack), scettico convinto di fronte a supposti fenomeni paranormali. Fino a quando, nonostante l'opposizione del direttore dell'albergo (Samuel L. Jackson), entrerà nella famigerata stanza 1408 del Dolphin Hotel di New York. Thriller ad alto voltaggio fantasmatico, horror morale formato famiglia, 1408 si pone sulla scia di Hostel, Vacancy e altri analoghi stagionali ambientati in hotel-motel-ostelli. Ma è unicamente affinità d'habitat: lontano dalle coordinate politiche del neo porno-horror, poco attratto dagli eccessi ematici del genere, 1408 riporta lo spettatore alla claustrofobia psicologica di Shining, privilegiando lo strazio introspettivo alla centrifuga della violenza esibita. Pur sovraccarico di effetti speciali, il film riesce a guadagnarsi una dimensione non pletorica di Kammerspiel degli orrori, grazie all’interpretazione di Cusack, misurato e credibile nei panni del romanziere ghostbuster. Ma non basta: dilatato allo spasimo su 104’, farraginoso nei cortocircuiti temporali, didascalico e prevedibile nel background familiare di Eslin, 1408 paga dazio alle sue stesse ambizioni autoriali. E finisce per essere ancor più evanescente dei fantasmi che insegue.

Copyright © Cinematografo 2007.

Scheda Film
1408
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-11-27 12:01:15
Provider
Spaziofilm.it
Recensione

I want to believe

Mike Enslin, lo scettico scrittore di romanzi horror sui luoghi infestati da fantasmi - o presunti tali -sembra finalmente aver trovato qualcosa di autentico e stuzzicante, dopo tante bufale e dimore che di pauroso hanno solo l'arredamento,

Finalmente sembra capitargli un'occasione d'oro per scrivere un best-seller sull'argomento: passare una notte e una soltanto nella famigerata stanza 1408, racchiusa in un elegante, vecchio e decadente hotel di New York….e decide di farlo nonostante tutti nell'albergo, dal suo enigmatico direttore ai semplici facchini, gli sconsiglino tale impresa. In quella semplice e all'apparenza innocua ed anonima stanza troverà quello che cercava e forse anche qualcosa di più….

Il re è morto

Il film è tratto da un racconto di Stephen King, probabilmente lo scrittore horror a cui il cinema si è più spesso ispirato con risultati non sempre apprezzabili. A fianco di capolavori indiscussi del genere come Shining o Carrie, lo sguardo di satana , trovano posto imbarazzanti produzioni come il tv movie IT e una serie di film di discutibile qualità (uno fra i i tanti Il taglierbe ) che forse sarebbe stato meglio lasciare nell'immaginazione derivante dalla lettura dei libri.

Non aprite quella porta

1408 si pone esattamente a metà per questo tipo di produzioni: di certo non si tratta di un capolavoro, ma nemmeno di un prodotto mediocre.

Gran parte del film è ambientato in una stanza e riesce nell'intento di dosare bene spaventi e senso di inquietudine.

La prima metà della pellicola regge piuttosto bene garantendo ansia in quantità; poi, quando le manifestazioni della famigerata camera di albergo iniziano a diventare ”esagerate” si perde un po' il senso della misura e il ritmo del film cala, portando ad un'inevitabile conclusione di comodo e decisamente poco ispirata,

Peccato perché la storia coinvolge fin dall'inzio e il background di sangue che la stanza 1408 porta con sè nasconde delle intuizioni interessanti.

L'interpretazione di John Cusack, al solito, è ottima ed ispirata; decisamente di contorno e puramente accessoria invece la presenza dell'altro big name Samuel L. Jackson.

La stanza 1408 però, con le sue follie e i suoi spaventi, ruba la scena ad entrambi.

Copyright © Spaziofilm.it 2007.

Scheda Film
1408
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-11-29 04:02:36
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"Piacerà a chi da tempo reclamava un horror con le carte in regola, e non un semplice assemblaggio di effetti più o meno speciali. il regista Michael Håfström dimostra di essere un tipo notevole, bravissimo nel preparare le emozioni e poi farle esplodere al momento giusto (suo è 'Derailed' un thriller in parte impallato da un'inconcepibile Jennifer Aniston). E gli sceneggiatori Scott Alexander e Larry Karaszewski sono due ottimi compagni di strada. Per merito loro, '1408' è più Stephen King del King originale (e di quanto lo Stephen sarebbe stato se avesse malauguratamente ridotto lui il suo racconto sullo schermo). Qual è la più grossa dote di King narratore di mystery? La graduale, ossessiva salita della tensione, il lento, inesorabile passaggio da una situazione apparentemente "normale" alla discesa nell'incubo spesso nella follia. 'Ogni' passo che compie Mike dal primo minuto del film è una ritmata, inesorabile, passeggiata verso l'abisso. Quando l'abisso si spalanca, la caduta è inevitabile. E anche il salto sulla sedia dello spettatore. Che balza come balzava 'Shining' davanti all'allucinante pagina scritta da Jack Nicholson." (Giorgio Carbone, 'Libero', 23 novembre 2007) "Il richiamo a 'Shining' è forte. La camera è un mostro fisico ma soprattutto il passaggio che permette al protagonista di entrare nella propria testa e rivivere traumi micidiali. John Cusack e la stanza '1408' sono fantastici. Gran coppia. Rendiamo grazia a nonno King, ormai raffinato e antico come Edgar Allan Poe." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 23 novembre 2007) "Diretto dallo svedese hollywoodiano Mikael Håfström, il film promette nell'attesa più di quanto riesca poi a mantenere con effetti speciali, ingorgando la storia con la numerologia che va di moda e con ripetizioni, finché entra infine un po' di mondo esterno. Faccia da paura del corretto Cusack, che porta in dote i suoi demoni, ma nel banale caos nulla fa supporre si tratti di fantasmi dell'inconscio." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 23 novembre 2007)

Copyright © Cinematografo 2007.



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