E' al cinema il quarto capitolo della saga di Terminator, naturalmente adrenalinico al 100%.

E' nei cinema italiani “Terminator Salvation”, al centro della storia l’annientamento quasi totale della razza umana per mano di Skynet; a guidare i sopravvissuti nella lotta contro le macchine c'è l'eroe John Connor.

E’ il 2018. Il Giorno del Giudizio è arrivato, annientando la civiltà moderna. Un esercito di Terminator percorre il territorio postapocalittico, uccidendo o catturando esseri umani che si nascondono nelle città desolate e nei deserti.

Ma piccoli gruppi di sopravvissuti si sono organizzati nella Resistenza, nascondendosi in bunker sotterranei e colpendo quando possibile contro una forza nemica che è di gran lunga superiore alla loro.

A controllare i Terminator c’è il network di intelligenze artificiali chiamato Skynet, che è diventato consapevole di se stesso quattordici anni prima e che, in un attimo, si è rivoltato contro i propri creatori, portando alla distruzione nucleare un mondo che non sospettava nulla.

Soltanto un uomo aveva previsto il Giorno del Giudizio. Un uomo, il cui destino è sempre stato legato a quello della sopravvivenza dell’intero genere umano: John Connor, interpretato da Christian Bale.

Nel film fa l’apparizione di Marcus Wright (Sam Worthington), uno straniero proveniente dal passato e il cui ultimo ricordo è di essere stato nel Braccio della morte prima di risvegliarsi in questo strano mondo nuovo. Connor deve decidere se Marcus è degno di fiducia. Ma quando la Skynet adotta delle nuove strategie per eliminare definitivamente la Resistenza, Connor e Marcus devono allarsi e infiltrarsi nella Skynet e affrontare direttamente il nemico.

L’America raccontata da Terminator Salvation è quella postapocalittica, dopo lo scoppio degli ordigni nucleari, in seguito al Giorno del Giudizio. E il regista McG spiega che “questo è il resoconto di come John Connor e Kyle Reese sono diventati quello che sono, del rafforzamento della Skynet e in che cosa consiste la nostra umanità. Questo è il momento in cui il genere umano prende posizione contro le macchine”.

La sfida concreta per i realizzatori della pellicola era di portare in vita un’America del 2018 con i suoi spazi devastati dal sole, le città scheletriche, gli occupanti umani e i Terminator.  Per conferire alle immagini un aspetto postbellico, McG e il suo direttore della fotografia Shane Hurlbut hanno girato il film utilizzando una versione sperimentale del “processo Oz” nella lavorazione del film.

“Abbiamo preso una vecchia pellicola cinematografica della Kodak e l’abbiamo lasciata eccessivamente al sole per farle perdere alcune delle sue caratteristiche”, spiega McG. “Poi l’abbiamo lavorata per aggiungere più argento del normale per una pellicola cinematografica. E ci siamo spinti anche più in là, modificando le immagini a livello digitale per conferire al prodotto una caratteristica ultraterrena”.

I protagonista Christian Bale si dice entusiasta: “Avevo 17 anni ed ero appena arrivato negli Stati Uniti quando uscì T2. L’eccitazione al cinema era qualcosa che non avevo mai visto. Non si sentiva nulla del film perché tutti stavano urlando”.

E a proposito di questo capitolo della saga spiega: “Skynet ha un grande potere, ma è ancora in fase di evoluzione. Gli umani sono alla deriva e con le spalle al muro, mentre fronteggiano delle situazioni disperate. Questo è il tentativo finale per garantire la sopravvivenza del genere umano”.

FOTO: Il cast di Terminator © Sony Pictures / A.Moulard

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