"Parla di un sistema che non funziona". E' Capitalism: A Love Story, il nuovo documentario di Michael Moore che passa domani in Concorso al Lido. "Mi sono fatto molti nemici: i miei detrattori mi considerano uno da combattere, ma non vogliono scoprire chi è davvero Michael, una persona timida, con cui parlare per trovare una soluzione", dice Moore, che nel teaser di Capitalism vediamo prima di fronte allAIG di New York e poi, passando per le "inevitabili" immagini di George W. Bush, tra le tante vittime della crisi: "Ho deciso di lavorare al film a Traverse City (località dei Grandi Laghi dove Moore dirige il festival omonimo, NdR) prima che il sistema crollasse. Ed è stato molto importante trovarsi nel cuore della crisi in Michigan, per testarla giorno dopo giorno".
Già al lavoro su uno spettacolo per Broadway, la pausa dal cinema che pare più di una probabilità, Moore rivela una "bomba" che protrebbe infiammare il Lido: "Nel film parlo di un documento segreto che le grandi compagnie hanno siglato per creare un sistema per cui solo l'1% della popolazione rimarrà ricco. Voglio farlo sapere a tutti, perché è un problema tremendo. E spero che major come la Paramount non mi finanzino più dopo Capitalism: vorrà dire che costituisco davvero una minaccia al loro potere".


