Uno dei registi di punta del New Horror americano, Joe Dante torna a Venezia dopo lesperienza che lo ha visto, insieme a Tarantino, fare da padrino alla retrospettiva Storia Segreta del cinema italiano. "Mi sento splendidamente dice - adoro Venezia e il clima che si respira; ma non credo proprio di essere originale nel dire ciò: esiste qualcuno che non ama Venezia?!". Sei più rilassato ora che cè Obama?(ride) Proprio rilassato non saprei, sicuramente mi sento un po più sollevato rispetto a quando abbiamo parlato lultima volta: ora, almeno, abbiamo a che fare con persone con le quali è possibile un confronto. Una cosa, però, la posso dire: Obama ha portato una ventata di speranza che, prima, era totalmente inimmaginabile.Come è nato il progetto The Hole?Ultimamente avevo intenzione di tornare allhorror, un genere che ho trattato parecchio nel corso della mia carriera e, nonostante abbia fatto anche altro, al quale il mio nome è commercialmente più legato, se così si può dire. Per cui mi sono stati proposti moltissimi progetti, ho letto una montagna di script, fino a quando sono stato colpito da The Hole, una storia completa ed intrigante, decisamente nelle mie corde. E la storia di due ragazzi che scoprono una sorta di porta per unaltra dimensione, una dimensione paurosa che dà sfogo ai nostri peggiori incubi. The Hole è anche un film sulla famiglia, tematica che ho già affrontato nel corso della mia carriera.La famiglia, soprattutto quella disfunzionale, è uno dei temi cardine dellhorror americano anni 70 e 80 e alcuni tuoi film lo testimoniano perfettamente; in The Hole come affronti questo tema?Praticamente nello stesso modo, si tratta quasi di una formula che prosegue dagli anni 70, ovvero da quando lAmerica si è accorta che il modello "famiglia felice" esisteva solo negli spot televisivi. Per cui si tratta di una cellula familiare disfunzionale in cui o manca uno dei due genitori, oppure si respira aria di rottura coniugale e i ragazzi sono spesso lasciati soli ad affrontare le loro paure. Quindi si tratta di un film sulla famiglia che è anche un film "per famiglie" oppure hai spinto sul pedale dellhorror?No, non è nel mio stile mettere in scena cose estreme, soprattutto in un periodo in cui il mercato dellhorror è stato saturato da saghe come quella di Saw che non è possibile far vedere ai bambini. Sono voluto tornare ad un tipo di film "alla Poltergeist", ovvero uno storia adulta che però non contiene nulla di così inaffrontabile che non possa essere mostrato anche ad un pubblico di ragazzini, i quali, non dimentichiamoci, adorano essere spaventati. Penso che lofferta horror, oggi, abbia bisogno di una svolta in questo senso, anche perché non mi piaceva lidea di conformarmi al modello "che va di moda", volevo proporre unalternativa. E cosa mi dici del 3D? E stata una richiesta da parte dello studio, visto il successo che questa tecnologia sta riscuotendo?No, ho proposto io ai produttori di inserire delle parti in 3D. Ho pensato che fosse molto funzionale alla storia e lidea mi solleticava; così, dopo aver fatto alcune ricerche, mi hanno approvato un piccolo incremento nel budget. The Hole ha avuto una gestazione molto lunga, più di un anno e mezzo, e quando abbiamo cominciato la pre-produzione, film come My Bloody Valentine non erano ancora usciti e quindi non cera ancora una vera e propria moda da "cavalcare". Ora, sia io che James Cameron, speriamo solo di trovare abbastanza sale attrezzate per questo tipo di proiezione.Cosa ne pensi del cinema italiano contemporaneo?Sono sempre stato un grande fan del cinema italiano, però, negli ultimi anni è diventato molto difficile, negli Stati Uniti, vedere film stranieri. Le sale sono monopolizzate dalle produzioni americane e dallItalia arriva molto poco, per cui mi sa di non avere abbastanza elementi per rispondere alla domanda Ma questo è uno degli aspetti positivi di venire a Venezia: finalmente vedrò qualche nuovo film italiano!


