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Louise Michel: conferenza stampa

Interviene alla conferenza stampa del film, tenutasi presso la sede della Ambasciata di Francia a Roma a Palazzo Farnese, uno dei due registi, Gustave Kervern.

È vero che Isabelle Adjani e Gérard Depardieu vi hanno contattati per essere diretti da voi due?

Sì, è vero. Entrambi lavoreranno nel nostro prossimo film. Isabelle in particolare ha mostrato di amare molto questo nostro ultimo lavoro. Per noi sarebbe davvero bellissimo poter lavorare e riuscire a mettere insieme due attori di questo livello.

...e di che cosa parlerà questa nuova pellicola?

Dei temi che ci stanno più a cuore, le tematiche legate al sociale, tanto per capirsi. In questo caso sarà una storia su di un pensionato, che verrà interpretato proprio da Gérard.

La trama di Louise-Michel sembra davvero legata alla cronaca recente, con lavoratori che prendono in ostaggio i loro capi. Che ne pensa?

Mah, non è nulla di particolarmente nuovo per noi: in Francia abbiamo una tradizione ben consolidata di sequestri di imprenditori da parte dei lavoratori. Da questo punto di vista, il film non propone niente di veramente innovativo. Tuttavia, sono convinto che la nostra storia abbia scosso la coscienza di parecchie persone, specie tra i giovani.

Personalmente giustifico in pieno queste azioni dimostrative da parte degli operai. Si tratta di atti nonviolenti. Sono decenni che gli operai non vengono più rispettati. È giusto che si ribellino.

Per quale motivo avete scelto di dare una lettura comica di una situazione così attuale e drammatica?

Al giorno d'oggi non esistono più i veri “padroni”, dunque non si sa mai con chi prendersela. È una società fatta di uomini di paglia e di paradisi fiscali. Come è possibile giustificare questa forma di capitalismo, totalmente virtuale e immorale? È una tipologia di società grottesca, disgustosa...valeva la pena ridicolizzarla.

Siete soliti lavorare con una sceneggiature precisa?

In passato no, ma in questo caso sì. Per ottenere dei finanziamenti pubblici abbiamo dovuto presentare una sceneggiatura completa, che tanto poi abbiamo in gran parte stravolto. Lo abbiamo fatto anche per rispetto verso gli attori professionisti con cui ci siamo trovati a lavorare per questo film. Dunque, è la prima volta che abbiamo percorso tutto l'iter canonico per la produzione di un film. Ma a noi piace improvvisare. In passato abbiamo spesso trovato soluzioni di regia sui luoghi in cui giravamo.

Non amiamo i film troppo perfetti, con movimenti di camera eccessivi. Noi, ad esempio, utilizziamo la macchina fissa non solo per risparmiare, ma anche perché sinceramente a ci piace così!

Come è nata questa idea di conferire ai due protagonisti una ambiguità sessuale?

Non è un aspetto funzionale alla storia. Lo abbiamo fatto per rendere omaggio al personaggio di Louise Michel, una delle primissime femministe della storia. Lei indossava abiti maschili e ha combattuto a fianco agli uomini al tempo de laL Commune.

Infine, questo vostro film affronta tematiche decisamente attuali. Ciononostante, qual è la sua visione personale del futuro?

Ritengo che ormai abbiamo raschiato il fondo. Sono ossessionato da quello che succederà e mi sento anche un po' catastrofista: ormai basta una piccola scintilla per far scoppiare tutto! Malgrado ciò, a parer mio, fino a quando la gente avrà la televisione e di che nutrirsi sarà molto dura che arrivi una la rivoluzione.


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