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L'artista: conferenza stampa

Conferenza stampa

Interviene alla conferenza stampa del film, tenutasi presso il Macro a Roma, lo sceneggiatore Andrés Duprat, fratello di uno dei due registi.

Come è nata questa storia?

Andrés Duprat: L'ho scritta per esorcizzare questo mondo che considero snob ed elitario, ma che in parte amo e che ai miei occhi è sempre un po' pazzo! Non intendevo fare il solito noioso documentario sull'arte contemporanea.

Qual è il senso principale di questa opera?

Andrés Duprat: La domanda principale che viene posta dal film è: “chi è veramente l'artista, il giovane o il vecchio?”. Per me lo sono entrambi.

È molto semplice prendere in giro il mondo dell'arte, ma il film non si prefigge questo. Ho scelto il cinema per la mia storia, poiché la trovo una forma di espressione più democratica dell'arte contemporanea, dove il pubblico è sempre troppo intimidito dalla critica.

Ma il mondo dell'arte contemporanea è veramente così chiuso ed esclusivo?

Andrés Duprat: Purtroppo sì. Nel film appare come un ambiente quasi surreale, ma la verità è che è proprio così. Ai vernissage, ad esempio, accadono delle cose davvero terribili. A volte, mi vien voglia di abbandonare, cambiare mondo, perché penso che ormai esso non abbia niente a che fare con me e, specialmente, con l'arte!

Ha mai pensato a un finale alternativo o diverso per la sua storia?

Andrés Duprat: No, i registi e io non avevamo dubbi. Volevamo far capire che l'artista non era solo uno dei due protagonisti, ma entrambi. Inoltre, per noi argentini il viaggio in Italia che compie Jorge ha sempre un significato molto speciale, per noi l'Europa ha una grande importanza.

Ma come va letta per lei un'opera d'arte?

Andrés Duprat: Mai isolata o scissa dal contesto della produzione artistica di chi l'ha fatta o pensata. Dunque va letta come un tassello in un disegno globale; se isolata, essa rischia di non avere più senso. L'opera d'arte non è un caso a sé, ma un pezzo di un qualcosa di più grande.

Per farla breve, ma i critici in questo mondo sono davvero tanto potenti?

Andrés Duprat: Sì, ma a me non fa affatto piacere. Pensate che i musei hanno spesso più fiducia nei critici e nei curatori che negli stessi artisti. Ritengo che i critici siano davvero troppo influenti nel mondo dell'arte.


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