Tra le bellissime ospiti alla 65ª Mostra del Cinema di Venezia non possiamo non annoverare l'italiana Francesca Neri, tra le protagoniste del film di Pupi Avati 'Il papà di Giovanna' una delle quattro pellicole italiane in corsa per il Leone d'Oro.
Il film in cui recita la Neri che sarà nei cinema italiani dal 12 settembre è stato accolto, durante la proiezione serale nella sala grande del Palazzo del Cinema, con quasi dieci minuti di applausi e vede tra i protagonisti oltre alla bella Francesca anche Silvio Orlando, Alba Rohwacher, Ezio Greggio, Serena Grandi e Valeria Bilello.
Il lavoro di Avati racconta una storia che si ambienta nella Bologna del 1938. Nel dettaglio, il padre del personaggio principale “Giovanna” dovrà vivere una situazione forte e molto difficile, venendo a scoprire che la figlia adolescente e non molto bella ha ucciso per gelosia la sua migliore amica. La ragazza viene così rinchiusa in un ospedale psichiatrico a Reggio Emilia dove rimarrà fino al '45 e sarà proprio il padre a cercare di darle assistenza e conforto, creando così un legame particolare.
Proprio il regista ha affermato che pur essendo ambientato nel '38 il film è in parte ispirato a fatti di cronaca come quelli di Garlasco, Novi Ligure, Perugia. E l'idea che ha condotto il regista a realizzare un lavoro del genere è la domanda che lui si è fatto spesso su cosa può succede a livello emotivo, ma anche di rapporto, in quelle famiglie protagoniste di fatti di cronaca così cruenti.
Tornando alla bella Francesca Neri, nonostante la trama impegnativa, l'attrice a Venezia ha ammaliato tutti per il suo inconfondibile stile e per tutta la tenerezza dimostrata nei confronti del compagno Claudio Amendola che l'ha accompagnata alla proiezione al Palazzo del Cinema. Non sono mancati anche alcuni baci intensi tra i due, compagni di vita da dieci anni.
E a proposito di rapporti familiari proprio la Neri, qualche giorno fa, si era confidata al settimane 'Tu' affermando: “Devo ammettere che il ruolo che Avati mi ha chiesto di interpretare è davvero molto difficile. Io sono madre ma mi sento ancora anche molto figlia. Probabilmente non è un caso che, all’inizio, abbia rifiutato questa parte: una madre che abbandona la figlia colpevole di omicidio e se ne disinteressa. Insomma, la madre che nessuno vorrebbe mai avere.”
E ancora Francesca ha spiegato: “Per riuscire a interpretarla è stato fondamentale il punto di vista maschile di Pupi. Io, da donna, non riuscivo a trovare giustificazioni per questa figura, perciò mi sembrava impossibile riproporla sullo schermo. Devo ammettere che, in questa occasione, sono riuscita per la prima volta a toccare certe corde del rapporto con mia mamma. E l’ho giustificata. È curioso”.
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FOTO: Asac
